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Esempio pratico di come misurare il piedino a casa per scegliere la taglia corretta di scarpe primi passi Bobux Step Up e I Walk.

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Migliori Scarpe Primi Passi: Guida alla Taglia Bobux (Senza Errori)

"Mio figlio porta il 20, quindi prendo il 20". Fermati! Basarsi solo sul numero è l'errore più comune che vedo fare. Scopri il metodo dei 14mm e come misurare il piedino a casa per scegliere le migliori scarpe primi passi Bobux senza sbagliare taglia.
Scarpe primi passi Bobux a pianta larga per bambini di 1 anno

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Quali sono le Migliori Scarpe Primi Passi per il Tuo Bambino? – Guida alla Scelta

Scegliere le scarpe sbagliate può influenzare la postura del tuo bambino. Leggi la guida scientifica definitiva per trovare le migliori scarpe primi passi e capire perché i podologi consigliano il 'barefoot'. Include la checklist per non sbagliare taglia.
Togliere il Pannolino

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Trucchi per Togliere il Pannolino: Guida Completa con Consigli da Pediatra e Psicologa

  Togliere il pannolino è una fase cruciale nello sviluppo di un bambino, segnalando l'inizio di una nuova autonomia. In questo articolo, esploreremo come togliere il pannolino, quali sono i segnali per togliere il pannolino, e come le mutandine apprendimento possono facilitare questo processo, rendendolo meno stressante sia per te che per il tuo bambino. Indice Quando Togliere il Pannolino: I Segnali da Cercare Come Togliere il Pannolino: Passaggi e Consigli Consigli del Pediatra per uno Spannolinamento Sicuro Consigli della Psicologa ed Educatori dell'Infanzia Quando Rinunciare Temporaneamente allo Spannolinamento A Che Età Togliere il Pannolino Per Approfondire Quando Togliere il Pannolino: I Segnali da Cercare La domanda più frequente che i genitori si pongono è: quando togliere il pannolino? Non esiste un'età precisa per tutti, ma ci sono alcuni segnali che indicano che il tuo bambino è pronto per il spannolinamento. Ecco i segnali da cercare: Il bambino rimane asciutto per lunghi periodi. Mostra interesse per l'uso del bagno. Comunica quando ha bisogno di fare i suoi bisogni. Mostra disagio quando il pannolino è bagnato o sporco. Curiosità verso i genitori: Il bambino osserva e imita il comportamento dei genitori in bagno. Indipendenza crescente: Il bambino mostra desiderio di fare le cose da solo, come vestirsi e svestirsi. Stabilità motoria: Il bambino è in grado di camminare e sedersi in modo stabile, facilitando l'uso del vasino. Come Togliere il Pannolino: Passaggi e Consigli Prepara il bambino Spiega al tuo bambino cosa sta per succedere. Usa libri o video educativi per aiutarlo a comprendere il processo. Inizia gradualmente Durante il giorno, fai indossare al tuo bambino le mutandine apprendimento. Queste mutandine sono progettate per assorbire piccoli incidenti, ma lasciano al bambino la sensazione di bagnato, incoraggiandolo a usare il vasino. Sono particolarmente utili nelle emergenze, come durante i viaggi in macchina: se il bambino segnala di dover fare la pipì, le mutandine apprendimento ti danno il tempo di accostare in sicurezza. Stabilisci una routine Porta il tuo bambino in bagno a intervalli regolari, soprattutto dopo i pasti e prima di andare a letto. Usa rinforzi positivi Lodalo ogni volta che usa il vasino con successo. Puoi utilizzare piccoli premi o adesivi per motivarlo. Sii paziente Ogni bambino è diverso e il processo può richiedere tempo. Non scoraggiarti se ci sono degli incidenti. Consigli del Pediatra per uno Spannolinamento Sicuro Non affrettare i tempi Ogni bambino ha il proprio ritmo. Forzare il processo può causare stress e regressioni. Le mutandine apprendimento possono essere un valido aiuto durante questo periodo, offrendo una transizione graduale dal pannolino al vasino. Routine costante Stabilire una routine aiuta il bambino a capire quando è il momento di usare il vasino. L'uso delle mutandine spannolinamento può integrare questa routine, rendendo il bambino più consapevole del proprio corpo. Idratazione Assicurati che il bambino beva abbastanza durante il giorno. Questo aiuta a regolare i suoi bisogni e a prevedere meglio quando portarlo al bagno. Utilizzo del vasino Inizia con il vasino invece del water. Il bambino si sente più sicuro e può gestire meglio la sua indipendenza. Consigli della Psicologa ed Educatori dell'Infanzia Supporto emotivo Riconosci e valida i sentimenti del bambino durante il processo. Spiegagli che è normale avere degli incidenti. Autonomia e autostima Promuovere l'autonomia del bambino durante il processo di spannolinamento aiuta a migliorare la sua autostima. Ambiente rilassato Crea un ambiente rilassato e privo di pressioni. Il bambino deve sentirsi sicuro e supportato. Osservazione e comunicazione Osserva attentamente il comportamento del bambino e comunica costantemente con lui riguardo ai suoi bisogni. Le mutandine apprendimento possono essere particolarmente utili in ambienti scolastici o di gioco dove le emergenze possono essere gestite rapidamente. IMPORTANTE: Ricorda però che le mutandine non assorbono come un pannolino, soprattutto d'estate quando i bambini fanno pipì in abbondanza! Sono perfette quando devi uscire di casa per piccoli spostamenti come andare a fare la spesa, e danno il tempo al bambino di arrivare al bagno senza bagnarsi i pantaloni. Consistenza e coerenza Mantenere una routine coerente sia a casa che a scuola aiuta il bambino a capire cosa ci si aspetta da lui. Le mutandine spannolinamento possono facilitare la transizione tra diversi ambienti senza interruzioni. Quando Rinunciare Temporaneamente allo Spannolinamento A volte, nonostante tutti i tentativi, può sembrare che il bambino non sia ancora pronto. Ecco alcuni segnali che indicano che potrebbe essere il momento di fare una pausa: Il bambino mostra resistenza o paura del vasino. Ci sono troppi incidenti consecutivi. Il bambino attraversa un periodo di cambiamenti significativi, come l'arrivo di un fratellino o un trasloco. Se ti trovi in questa situazione, non preoccuparti. È perfettamente normale e può essere utile fare una pausa di qualche settimana prima di riprovare. A Che Età Togliere il Pannolino Molti genitori si chiedono a che età togliere il pannolino. La risposta varia, ma generalmente i bambini mostrano i primi segnali di prontezza tra i 18 mesi e i 3 anni. È importante ricordare che ogni bambino è unico e che il momento giusto può variare. In conclusione, togliere il pannolino è un passo significativo che richiede pazienza, comprensione e gli strumenti giusti. Con i segnali giusti, i consigli di esperti e l'uso di mutandine apprendimento e costumi contenitivi, tu e il tuo bambino potrete affrontare questa fase con successo e serenità. Per Approfondire: NHS - How to Potty Train Mayo Clinic - Potty Training Tips HealthyChildren.org - Toilet Training
rumori bianco

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Rumore Bianco per Neonati: Tutto Quello che Devi Sapere

Introduzione Il sonno dei neonati è una delle principali preoccupazioni per molti genitori. Disturbi del sonno possono influire non solo sul benessere del bambino, ma anche sulla qualità della vita dei genitori. Una delle soluzioni spesso suggerite è l'utilizzo del rumore bianco. Questo articolo esplorerà come il rumore bianco per neonati può aiutare a migliorare il sonno del tuo bambino, quali sono i benefici, le potenziali controindicazioni e i migliori tipi di rumore bianco disponibili.   Indice Introduzione Cos'è il Rumore Bianco Benefici del Rumore Bianco per Neonati Benefici per i Genitori Controindicazioni Effetti sullo Sviluppo dell'Udito Consigli del Pediatra Tipi di Rumore Bianco Dettagli e Casi di Studio Conclusione   Cos'è il Rumore Bianco Il rumore bianco è un suono costante che mescola tutte le frequenze udibili. Può sembrare simile a un sibilo costante e monotono. I rumori bianchi includono suoni naturali come la pioggia o le onde del mare, e suoni meccanici come il ventilatore. Il rumore bianco è particolarmente utile per neonati, poiché aiuta a creare un ambiente sonoro stabile che può mascherare i rumori di fondo disturbanti. Utilizzare il rumore bianco per neonati può essere un'ottima soluzione per migliorare la qualità del sonno del tuo bambino. Benefici del Rumore Bianco per Neonati Miglioramento del Sonno Il rumore bianco per neonati crea un ambiente sonoro stabile che aiuta i bambini a dormire più profondamente e più a lungo. Questo è particolarmente utile durante i periodi di sonno leggero, quando i rumori improvvisi possono facilmente svegliare il bambino. Riduzione dello Stress I rumori neonato imitano l'ambiente uterino, aiutando a calmare e rilassare il bambino. Questo può essere estremamente utile per neonati che si agitano facilmente o che hanno difficoltà ad addormentarsi. Mascheramento del Rumore Il rumore per neonati può coprire rumori di fondo disturbanti, come traffico o conversazioni, creando un ambiente più tranquillo. Benefici per i Genitori Maggiore Tranquillità Grazie all'utilizzo del rumore bianco, i genitori possono godere di maggiore tranquillità sapendo che il bambino dorme meglio e più a lungo. Questo può ridurre lo stress e migliorare la qualità del sonno dei genitori stessi. Tempo Libero Un bambino che dorme bene permette ai genitori di avere più tempo per sé stessi. Che si tratti di riposarsi, lavorare o dedicarsi ad altre attività, il rumore bianco per neonati può liberare del tempo prezioso per i genitori. Facilità di Gestione del Sonno Con l'uso del rumore bianco, i rituali della nanna possono diventare più semplici e meno stressanti. I genitori possono stabilire una routine che aiuti il bambino a rilassarsi e addormentarsi più facilmente. Controindicazioni Del Rumore Bianco per Neonati Nonostante i benefici, ci sono alcune controindicazioni del rumore bianco per i neonati: Volume e Distanza: Assicurati che il volume sia basso e che la sorgente sonora sia posizionata a una distanza sicura dal bambino. Durata dell'Esposizione: Limita l'uso del rumore bianco per neonato a momenti specifici come durante il sonno. Controlli Regolari: Verifica periodicamente l'udito del bambino per assicurarti che non ci siano effetti negativi. Effetti sullo Sviluppo dell'Udito Secondo gli esperti di otorinolaringoiatria, l'uso del rumore bianco a volume moderato e per periodi limitati non dovrebbe interferire con lo sviluppo dell'udito dei neonati. Tuttavia, è fondamentale: Monitorare l'Udito: Effettuare controlli regolari per verificare che non ci siano problemi di udito. Evitare Esposizione Prolungata: Limitare l'uso del rumore bianco per evitare un'esposizione prolungata che potrebbe causare dipendenza sonora o impatti negativi sull'udito. Consigli del Pediatra Secondo molti pediatri, l'uso del rumore bianco per neonati può essere benefico se utilizzato correttamente. Ecco alcuni consigli: Volume Moderato: Mantenere il volume del rumore bianco a un livello moderato per evitare possibili danni all'udito. Utilizzo a Brevi Intervalli: Usare il rumore bianco solo durante i momenti di sonno e non tutto il giorno. Monitoraggio Attento: Prestare attenzione alle reazioni del bambino e interrompere l'uso se si notano segni di disagio o problemi di udito. Tipi di Rumore Bianco Diversi tipi di rumore bianco per neonati includono: Rumore Bianco Acqua: Suoni di pioggia, ruscelli o onde del mare. Apparecchi Elettronici: Ventilatori, purificatori d'aria. App e Dispositivi: Numerose app e dispositivi progettati per produrre rumori bianchi sicuri e regolabili. Dettagli e Casi di Studio Caso di Studio: Utilizzo di Rumore Bianco in una Clinica Pediatrica In una clinica pediatrica, è stato osservato che l'uso di rumore bianco ha ridotto significativamente il tempo necessario ai neonati per addormentarsi. I genitori hanno riportato una maggiore tranquillità e un sonno più lungo per i loro bambini. Conclusione Il rumore bianco può essere un alleato prezioso per migliorare il sonno dei neonati, ma è essenziale utilizzarlo in modo sicuro e consapevole. Monitorare il volume e la durata dell'esposizione, scegliendo suoni naturali come il rumore bianco acqua, può massimizzare i benefici e minimizzare i rischi. Per ulteriori informazioni e consigli, visita  American Academy of Pediatrics: https://www.healthychildren.org/ Mayo Clinic - White Noise and Sleep: https://www.mayoclinic.org/healthy-lifestyle/adult-health/expert-answers/white-noise/faq-2005782 National Sleep Foundation - White Noise: https://www.sleepfoundation.org/noise-and-sleep/white-noise WebMD - White Noise for Babies: https://www.webmd.com/parenting/baby/white-noise-for-babies  
calzini antiscivolo

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Perchè i bambini si tolgono sempre le calze?

I bambini si tolgono le calze per motivi fisiologici e pratici. I calzini antiscivolo interferiscono con la propriocezione del piede, ovvero la capacità di percepire la sua posizione e il suo movimento e possono causare disagi e problemi, scivolamenti e cadute.La soluzione è lasciare il bambino scalzo, oppure quando non si può fargli indossare scarpine adeguate, che non interferiscono con la propriocezione del piede e che permettono al bambino di muoversi liberamente. Se vuoi saperne di più contattaci
Guida alle Taglie Bobux

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Guida alle Taglie delle Scarpe

Scarica la nostra guida alle taglie bobux e scegli sempre il numero corretto!
Le Regole e i NO che Aiutano a Crescere | Le Coccole

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Le Regole e i NO che Aiutano a Crescere

Le regole per essere efficaci devono essere poche, concise e chiare: è importante non istituire regole arbitrarie, ed esplicare sempre la ragione del limite stabilito senza però dilungarsi troppo. Dimentichiamoci i classici e duri “Ho detto di no!” o le minacce (“Se non metti a posto non andrai a giocare!“) e non scoraggiamoci se il bambino non le rispetta. Come ci spiega Maria Montessori il bambino inizia a capire il senso delle regole intorno all’anno e mezzo di età e a partire da quel momento comincia a seguirle (a volte più, a volte meno). È molto importante quindi che l’adulto: 👉Dia limiti semplici e molto chiari; 👉Sia il primo a rispettare le regole! 👉Utilizzare un tono di voce pacato e rispettoso e delle parole gentili, anziché delle urla perentorie, in modo da conquistare la sua fiducia 👉Se decide che è "no" deve essere "no": cambiare idea confonde il bambino 👉I limiti devono essere poste in positivo piuttosto che in negativo: piuttosto che dire “Non si mettono i piedi sul tavolo” possiamo dire “I piedi stanno sul pavimento“;   La cosa più difficile è trovare il giusto equilibrio tra l’essere permissivi e l’essere autoritari: è molto importante che l’adulto, quando necessario, indichi al bambino qual’è il limite che non può essere superato. 🤍 Imporre dei limiti e sancire dei no è il miglior modo per prenderci cura dei nostri figli. I bambini che vivono in un ambiente troppo permissivo, senza regole, non si sentono protetti e sono ansiosi perché non riconoscono il ruolo di guida sicura negli adulti di riferimento.
Occhiali da sole anche ai neonati? | Le Coccole

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Occhiali da sole anche ai neonati?

Come sicuramente saprai il sole emette diversi tipi di raggi tra i quali troviamo i raggi UVA e UVB: I raggi UVA penetrano in profondità nei tessuti (degli occhi e della pelle) e ne accelerano l'invecchiamento I raggi UVB raggiungono la superficie della pelle e sono responsabili dell'abbronzatura e delle scottature solari Che splenda il sole o ci sia il cielo nuvoloso, siamo comunque esposti ai raggi UV dannosi. Prima dei 12 anni, gli occhi non beneficiano della protezione naturale che fornisce il cristallino. Sono quindi molto più permeabili ai raggi UV rispetto ad un adulto. Nel corso della vita, il 70% dell’esposizione totale ai raggi UV si verifica prima dei 17 anni. I bambini sono quindi i più esposti. In barca, in spiaggia o in montagna bisogna fare attenzione perché l’acqua riflette dal 10 al 30% dei raggi UV la neve riflette l’85% dei raggi UV la sabbia riflette oltre il 20% dei raggi UV.   Scegli qui gli occhiali che più ti piacciono con la sicurezza di scegliere un paio di occhiali SICURO per il tuo bambino   ADOTTA I RIFLESSI GIUSTI! Come proteggersi efficacemente dal sole? Come scegliere gli occhiali da sole? A partire da quale età si dovrebbero far portare gli occhiali da sole ad un bambino?Prima di 1 anno, il 90% dei raggi UVA e più del 50% dei raggi UVB raggiungono la retina dei più piccoli, quindi è essenziale che i neonati portino gli occhiali fin dalle prime esposizioni.Che cosa significano le categorie 3?Si tratta della categoria di protezione delle lenti degli occhiali da sole. Le categorie di lenti sono classificate da 0 a 4.Le lenti dei nostri occhiali da sole sono di categoria 3 ed offrono la massima filtrazione dei raggi UV.E in fine...APPROFITTA DELLA PROMOZIONE...Acquistando un paio dei nostri occhiali avrai in OMAGGIO la GARANZIA LOST&FOUND... cosa significa?Significa che se nell'arco di un anno se gli occhiali andranno persi o rotti ti basterà iscriverti al sito del produttore indicando il codice presente sulla scatola per ricevere GRATUITAMENTE un nuovo paio di occhiali!Vai subito e scegli il tuo modello preferito
Lo sviluppo del bambino attraverso il movimento | Le Coccole

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Lo sviluppo del bambino attraverso il movimento

Ormai tutti gli studiosi dello sviluppo infantile sono concordi nel considerare i primi 3 anni di vita come il periordo più importante in assoluto per la formazione dell'individuo.   In particolare Maria Montessori definì i primi 2 anni "un'epoca di fatica e di costruttività". E' il periodo sensitivo dell'ordine, in cui è fondamentale che tutto abbia un posto nell'ambiente, il periodo dell'attenzione ai minimi dettagli, e dell'osservazione paziente ed attenta.   E' il periodo del movimento, nel quale il bimbo si muove instancabilmente, vuole camminare, e camminando impara a coordinare il movimento degli arti superiori ed inferiori, il periodo in cuio desidera trasportare oggetti pesanti e lo fa infaticabilmente finchè non è stanco.   E' l'età del "massimo sforzo".   E' importante non interrompere il bambino in questi suoi esercizi (dicendogli frasi del tipo "Sei troppo piccolo", "Ti fai male", o "E' troppo pesante per te") finchè non costituiscono un pericolo per la sua incolumità, pertchè altrimenti egli non riesce a portare a termine il suo ciclo di attività e questo provoca deviazioni, a lungo termine, quali perdita della concentrazione, della determinazione e della perseveranza.   In particolare all'età di 2 anni il bambino ha un estremo bisogno di camminare. Può camminare per due o tre km e se una parte della strada è in salita meglio!, la parte più difficile è sempre quella più interessante!   Il bambino non si propone di andare in qualche posto: ha solo voglia di camminare e per aiutarlo veramente l'adulto deve seguire il bambino e non pretendere che cammini svelto come lui...   Il bambino cammina con gli occhi non meno che con le gambe. Ciò che lo fa avanzare è la vista delle cose interessanti che sono attorno a lui. Cammina finchè vede un agnello che pascola: allora è attirato dallo spettacolo e si ferma a guardarlo. Soddisfatto di questa esperienza continua a camminare, vede un fiore e si siede lì accanto per odorarlo.... in questo modo può percorrere dei chilometri pieni di brevi fermate e interessanti scoperte" M. Montessori "Educazione per un mondo nuovo"   Al bambino non interessa guardare le vetrine o fare in fretta perchè i negozi chiudono, e si annoia ad essere trasportato in un passeggino. Per lui ogni viaggio se pur piccolo è una scoperta. Il bambino è un essere in movimento. "Lo sviluppo della sua mente avviene attraverso il movimento ed i sensi. "   M. Montessori - La mente assorbente. Scopri tutta la nostra collezione di giochi scelti per le avventure all'aperto!
Il bagnetto del neonato: quando e come farlo? | Le Coccole

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Il bagnetto del neonato: quando e come farlo?

 Il bagnetto è per il bimbo un momento molto rilassante, ma quando va fatto? prima o dopo la poppata? che temperatura deve avere l'acqua?     Il momento del bagnetto è sempre un momento divertente e rilassante per il bebè, ma pieno di ansie per i neogenitori che di volta in volta vengono assaliti da mille dubbi: ecco perchè ho deciso di regalarvi un breve guida per aiutarvi con qualche consiglio Il primo bagnetto Da recenti raccomandazioni OMS, il primo bagnetto del neonato dovrebbe avvenire il giorno dopo la nascita (24 ore). Se però per ragioni culturali questo non è possibile, andrebbe ritardato di almeno 6 ore dopo la nascita. Lo scopo del bagno, al di là dei bisogni di pulizia, è anche quello di attivare la circolazione sanguigna della pelle e la traspirazione.  Innanzi tutto sfatiamo un mito: per garantire l'igiene del bebè, la maggior parte delle volte, basta solo un po' di acqua tiepida: il neonato, infatti, non è sporco, e la sua pelle è provvista di sostanza grasse che la proteggono: ma se volete utilizzare anche un detergente sceglietene per lui uno delicato sulla pelle, con una profumazione delicata e soprattutto certificato biologico  Un bagnetto giornaliero è un momento molto piacevole per il bebè, poiché ricrea la situazione di immersione nel liquido amniotico che lo ha accolto per nove mesi. Quando fare il bagnetto al neonato Come per gli adulti è sempre preferibile fare il bagnetto lontano dai pasti per non disturbare la digestione, il momento migliore  è la sera, poichè il bagnetto (e l'acqua calda) ha un effetto rilassante che concilia il sonno: l'importante è che sia fatto in un momento in cui  bimbo e mamma sono sereni e rilassati, poichè non va fatto di fretta. Evitate di farlo quando il bimbo è affamato perchè non lo accetterà volentieri. Sistemate la vaschetta su un piano molto stabile e cercate di avere a portata di mano tutto il necessario, evitando così di dovervi allontanare anche solo un istante dal bimbo: a parte il rischio di annegamento che può verificarsi anche con poca acqua, il piccolo può inalare acqua schizzata o riversata sul volto. Altra cosa importante è che non deve essere posto in prossimità di erogatori di acqua (rubinetti, miscelatori, ecc.) per evitare il rischio di ustioni da acqua ad alta temperatura. Temperatura L'ambiente deve essere caldo e confortevole, e la temperatura dell'acqua intorno ai 32-35°, simile a quella corporea (si può misurare con un termometro per l'acqua o, più semplicemente, con il gomito). Come lavare un neonato? Innanzitutto lavarsi accuratamente le mani. Per il lavaggio non occorrono spugne o manopole, basta la sola mano della mamma, così come è sufficiente un solo detergente corpo, da sciogliere in piccola quantità nell'acqua. Una volta preparato l’occorrente, il bebè va immerso nell’acqua fino alle spalle: fate passare il  braccio sinistro dietro le sue spalle e tenete il piccolo sotto l’ascella destra, in modo da avere la vostra mano destra libera per lavarlo. Scegliete un detergente corpo con il dosatore in modo da poterlo utilizzare comodamente anche con una sola mano e sostenere il bambino in sicurezza. Il bagnetto può durare fino a quando il bambino mostra di gradirlo, ma mi raccomando ogni tanto controllate che l’acqua sia calda a sufficienza. Dai tre mesi quando il bambino sarà più grandicello, potrete mettere nella vaschetta qualche giochino galleggiante per farlo divertire e rendere il momento del bagnetto ancora più piacevole Lavate il neonato dalle parti alte terminando con la zona dei genitali, porre particolare attenzione alle pieghe cutanee, mani, piedi, e unghie, evitando che l'acqua entri negli occhi, nel naso e nelle orecchie... Durata del Bagnetto La durata può variare a seconda del desiderio e dell'età del piccolo: va limitata a 2-3 minuti nel neonato, che è molto sensibile al raffreddamento e alla fatica di un bagno prolungato: durerà sempre di più man mano che il bambino apprezzerà maggiormente il contatto con l'acqua. In ogni caso non fatelo durare più di 10-15 minuti per il benessere della cute. Come asciugare il neonato dopo il bagnetto Per uscire dall’acqua appoggiatelo sull'avambraccio in a pancia in giù e avvolgerlo subito con una spugna calda e quindi giratelo. Tamponate delicatamente la pelle con un asciugamano o un telo morbido senza strofinare, per asciugarlo vanno benissimo sia i teli in mussola di cotone sia gli accappatoi in bambù entrambi morbidissimi e perfetti per la pelle delicata del neonato Durante questa fase è importante fare attenzione alle pieghe cutanee, che non vanno lasciate umide perché possono macerare facilmente. Per asciugare le orecchie, si può adoperare un fazzoletto, da passare nel padiglione auricolare senza entrare all’interno del condotto auricolare per non provocare lesioni. Bagnetto al neonato dopo la poppata o dopo mangiato, è possibile? Il bagnetto al neonato può essere fatto indistintamente prima o dopo aver allattato al seno o dopo la pappa in genere, anzi è meglio evitare di farlo prima nel caso in cui il bebè sia affamato, perché  non accoglierebbe con piacere il rito del bagnetto, che dovrebbe favorire il rilassamento e quindi una nanna più tranquilla. L’ideale sarebbe fare il bagnetto anche quotidianamente, creando una routine, ad esempio dopo la poppata della “cena” e in corrispondenza del cambio del pannolino. Se soffre di coliche evitate di farlo la sera. Se si nota che il bambino vive il bagnetto come un momento di tensione o di disagio, è meglio diradarne la frequenza, detergendolo in modo adeguato, ma evitando o limitando la fase d’immersione.  Sconsigliamo di fare il bagnetto se il bebè ha il raffreddore o la febbre: dovesse essere assolutamente necessario, ci raccomandiamo di fare attenzione alla temperatura dell'acqua e della stanza perchè il bimbo non prenda freddo. Crema, Olio di mandorle o Talco? Distribuite sulla pelle del neonato una buona crema idratante o olio di mandorle dolci per massaggiarlo, scegliete per lui prodotti biologici con certificazione ICEA, le creme al pantenolo con ossido si zinco, sono da applicare solo se vi è un eritema da pannolino e sempre dietro consiglio del pediatra.        
Torre Montessoriana Ikea

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Torre Montessoriana a cosa serve e come sceglierla?

Spesso i bambini vogliono vedere quel che fa la mamma, ma tenerli in braccio per tutto il tempo è impossibile e farli stare in piedi sulla sedia è pericoloso perchè possono cadere e farsi male seriamente. La Torre Montessoriana (o Learning Tower) è un valido aiuto per coinvolgere i bambini nelle attività quotidiane come lavare la verdura, cucinare, ecc.. rendendoli sempre più partecipi alla vita in casa. La strada maestra per “imparare a fare da soli” è imitare quello che fanno i genitori e i nonni nei gesti quotidiani, in particolare quelli che si svolgono in cucina: lavare le verdure,  staccare le foglie d’insalata, mescolare… Maria Montessori diceva che il bambino ha bisogno di lavorare con le mani: le mani sono lo strumento della sua intelligenza. Tutte attività che possono essere svolte in sicurezza e autonomia dal bambino e che sviluppano la manualità, la motricità fine e migliorano le capacità cognitive. La torre di apprendimento montessoriana è per uno strumento pratico e utile che permette ai bambini di osservare, giocare e sperimentare il mondo all'altezza dei grandi. Per riuscire a svolgere la maggior parte delle attività di un adulto, il bambino ha bisogno di essere all'altezza giusta. Grazie alla torre apprendimento montessori potrà muoversi all'altezza dei grandi in assoluta sicurezza e passare più tempo insieme anche facendo attività diverse!... Naturalmente il rischio che il bambino sporchi e possa combinare dei piccoli disastri è inevitabile! d'altra parte si impara solo facendo esperienza, ed è molto importante che i genitori incentivino la voglia del piccolo di svolgere semplici lavori casalinghi: con il tempo sarà sempre più preciso! Naturalmente prima di mettere il bambino sulla torre montessori sarà necessario preparare il luogo di lavoro mettendo a portata di mano tutti gli strumenti necessari eliminando quelli pericolosi.  Come è fatta la torretta montessoriana? La torre Montessori è una specie di scaletta rinforzata con una ringhiera che protegge il bambino su tutti i lati, in modo che possa stare in piedi e lavorare al tavolo in assoluta sicurezza: senza pericolo di cadere.  La torre montessoriana è un grande strumento educativo che aiuterà il vostro bambino a sviluppare al meglio curiosità ed autonomia. Torre montessoriana a cosa serve? La torre montessoriana può essere utilizzata in tantissime situazioni diverse, per esempio, per dare la possibilità ai bambini di partecipare alle varie attività in cucina – come sgranare i fagioli, preparare la frutta per la merenda, pesare alimenti con la bilancia, impastare un dolce, tagliare i biscotti, oppure giocare al tavolo con gli adulti, lavorare con la pasta modellabile o ancora per permettere loro lavarsi le mani o raggiungere oggetti, giochi e libri sistemati più in alto. Come scegliere la torre montessoriana ideale Il mio consiglio è quello di scegliere un prodotto che sia sicuro, testato e durevole, realizzato da professionisti con materiali di qualità, naturali e sicuri per i bambini: in questo modo si ha la certezza che il bambino venga a contatto (con le mani ma anche eventualmente con la bocca) solo con vernici atossiche, completamente sicure e certificate come previsto dalle norme europee.    Da che età si comincia ad utilizzare la Torre Montessoriana? Tutto dipende dalla capacità del bambino nel tenersi in piedi e dal suo interesse ad essere coinvolto in ciò che fanno i genitori: noi abbiamo iniziato ad usare la torre d'apprendimento montessoriana (learning tower) attorno ai 14 mesi, a 2 anni, era uno strumento indispensabile nella nostra routine ed entrambe le mie bimbe erano in grado di salire e scendere per conto loro e a loro piacimento. Molti bambini la utilizzano addirittura fino ai 6 anni quindi è un investimento che verrà decisamente ammortizzato nel tempo!   Torre Montessori: quale scegliere Dopo aver visto quali sono le caratteristiche di una torretta montessori vediamo ora quali modelli disponibili sul mercato per scegliere quella più adatta alle vostre esigenze Torre montessoriana tavolino Convertibile Un modello davvero molto utile e pratico permette di utilizzare la torre in diversi modi, basterà aprire e chiudere i ganci di sicurezza per trasformare la torre in un comodo tavolino a 1 o 2 posti: un'operazione molto semplice e veloce per quando vengono gli amici a casa o per lasciare al bambino uno spazio tutto suo per disegnare, mangiare e giocare. Torre Montessoriana Fissa Una torre montessoriana regolabile per chi non ha problemi di spazio: la pedana removibile può essere inserita a tre diverse altezze, per seguire la crescita del bambino.
Gattonare: come e perchè stimolare il bambino a farlo | Le Coccole

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Gattonare: come e perchè stimolare il bambino a farlo

Gattonare, strisciare, rotolare è la prima modalità con cui il bambino comincia a spostarsi nell’ambiente, inizia una nuova fase di esplorazione dell'ambiente circostante! Fin dalla nascita ha fatto tantissime conquiste: i primi sorrisi, le prime paroline, ha imparato ad afferrare, a stringere a stare seduto e ora è arrivato il momento di cominciare a gattonare ma.... Come favorire il gattonamento? Il gattonamento è una fase molto importante nello sviluppo di un bambino, attraverso la quale impara tantissime cose sia a livello fisico che psichco, ponendo le basi per le fasi di sviluppo successive:  favorisce, infatti, lo sviluppo grosso motorio e la motricità fine, l’equilibro, la coordinazione oculo-manuale, rinforza il tono corporeo e la muscolatura, in particolare quella dorsale, facilitando la successiva deambulazione e il corretto assetto posturale, risultando utile anche quando il bambino imparerà a suo tempo a leggere e scrivere. Leggi qui il nostro articolo sui benefici del gattonamento Di solito il bambino inizia a farlo verso i 7-8 mesi, ma ci sono bambini che non passano da questa tappa, pur iniziando a camminare a 12 mesi, che è l’epoca media dei primi passi. Come stimolare il bambino a gattonare Si può cercare di stimolare  questa attività in modo divertente attraverso il gioco. Allo scopo,mettetelo a terra su un tappeto in posizione a quattro zampe, e sedetevi di fronte a lui a poca distanza. Ora allargate le braccia in segno di accoglienza e chiamatelo più volte per nome, dicendo “vieni!” con tono affettuoso. Nel caso in cui dimostri di voler collaborare iniziando a spostarsi in avanti bisogna gratificarlo con convinzione più e più volte "ma come sei bravo! dai che ce la fai...", per poi abbracciarlo se mai riuscisse a compiere l’intero tragitto. Sempre per “allenarlo” gli si può tendere spesso le mani, per invitarlo ad alzarsi in piedi tenendosi aggrappato. Provate a farvi aiutare anche dal papà e dal suo gioco preferito ;-) Il bambino non gattona? Non insistere… In nessun caso bisogna insistere, se non gradisce queste iniziative o, peggio, si mette a piangere. Ogni forzatura è controproducente, bisogna attendere il momento giusto, quando il bambino si sentirà sicuro e pronto, con pazienza e fiducia, a tutto vantaggio del benessere psicofisico del bambino. Esistono scarpe per gattonare? esistono scarpine specifiche per la fase del gattonamento appositamente studiate per questa fase in cui il bambino deve avere la possibilità di mettere il piede in tutte le posizioni che preferisce: sono scarpine morbide, hanno la suola in pelle o in schiuma di gomma proprio per adattarsi al piedino del bambino e proteggerlo dal terreno. Abbiamo preparato per te una guida per aiutarti a scegliere le prime scarpe per il tuo bambino, scaricala qui gratuitamente.
Gattonare: quali benefici ha il bambino che gattona? | Le Coccole

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Gattonare: quali benefici ha il bambino che gattona?

La fase del gattonamento è la prima delle fasi dello sviluppo motorio che il nostro bambino dovrà attraversare per imparare a camminare. Di fatto non tutti i bambini imparano a gattonare, ma è una fase molto importante e bisognerebbe quantomeno provare a stimolerli in questo articolo ti spiego perchè stimolare il tuo bambino a gattonare.... partiamo? Perchè stimolare ai bambini a gattonare Perchè stimolare i bambi ni a gattonare? Il bambino attraverso il gattonamento impara innumerevoli cose: ad esempio acquisisce potere su di sé, sul proprio corpo, rispetto allo spazio ed agli altri. Può finalmente spostarsi in modo autonomo con una maggiore velocità. Può avvicinarsi o allontanarsi dalle figure di riferimento importanti, gettando le basi per la sua autonomia, non solo motoria ma anche emotiva. Può decidere la velocità della propria andatura e quale obiettivo raggiungere, e come accade per tutti i passaggi di crescita importanti, gli permette di costruire un saldo senso di sè, base di una solida fiducia in se stesso. Inoltre il gattonamento a livello fisico favorisce lo sviluppo grosso motorio e la motricità fine, l’equilibro, la coordinazione oculo-manuale, rinforza il tono corporeo e la muscolatura, in particolare quella dorsale, facilitando la successiva deambulazione e il corretto assetto posturale, risultando utile anche quando il bambino imparerà a suo tempo a leggere e scrivere. Il bimbo che gattona rinforza la vista, in quanto viene sostenuta la visione tridimensionale degli oggetti e degli spazi  incoraggiando gli occhi a lavorare insieme. Inoltre, viene anche favorita la visione bifocale, per cui il bambino impara via via sempre meglio a mettere a fuoco oggetti vicini e lontani. Il bambo che gattona crea una vera e propria mappa del territorio e ciò gli consente di avere una più chiara percezione dello spazio intorno a sé, del movimento e della posizione del proprio corpo in esso, rinforzando la propriocezione (percezione di sè). Muoversi per raggiungere gli oggetti nello spazio, porta il bambino ad impegnarsi nel superamento degli ostacoli, capacità che rinforzerà le sue abilità motorie. Gattonare, inoltre, favorisce lo sviluppo della coordinazione di braccia e gambe. Pertanto, se il nostro bambino gattona, non dovremo forzarlo a superare velocemente questa tappa a favore della deambulazione e, del resto, se salta questa fase, allo stato attuale della ricerca non vi sono motivi sufficientemente chiari che ciò rappresenti senz’altro un problema. In entrambi i casi sarà importante rispettare i modi ed i tempi del bambino nella costruzione del proprio movimento e di conseguenza del proprio Sè. Esistono scarpine adatte per la fase del gattonamento? Certamente si! le scarpine adatte in questa fase devono essere assolutamente morbidissime e leggere, perchè il bimbo possa muoversi in assoluta libertà. Scegli scarpine che avvolgano e proteggano il piede senza costringerlo, punta larga in modo che il bambino possa allargare le dita, suola morbida ed elastica che si possa piegare in tutte le direzioni, sia sulla punta che sul fianco, soprattutto se il tuo bambino gattona in posizione seduta. Trovi tutti i modelli qui sul nostro sito!  Inoltre abbiamo creato una guida gratuita per i genitori che vogliono scegliere le scarpine per i propri bambini in modo consapevole clicca qui e scaricala gratuitamente :-)  Il mio bambino non gattona Saltare la fase del gattonamento, secondo alcuni studi, potrebbe essere un potenziale campanello d’allarme rispetto al regolare processo di crescita e sviluppo non solo motorio, ma attenzione! questo non significa che se il bambino salta questa tappa allora sicuramente avrà delle problematiche: si tratterebbe più che altro di un fattore di rischio, che comunque da solo non sarebbe sufficiente a delineare una certa fatica nella crescita. C’è comunque un dibattito ancora in corso per cui secondo alcuni studiosi saltare questa tappa sarebbe uno svantaggio, mentre invece secondo altri non comporterebbe alcun tipo di eventuale successiva fatica nella crescita. Sicuramente il tempo e le ricerche ci aiuteranno a capire meglio, per il momento ti consigliamo di stimolare il bambino a gattonare, proprio perchè il gattonamento ha innumerevoli e utili funzioni per lo sviluppo del bambino. In nessun caso bisogna insistere, non forzarlo a fare ciò che non vuole: ogni forzatura è controproducente. Come stimolare il bambino a gattonare? scopriamolo insieme... Silvia.
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Bimbi sudati in auto... come difenderli dal caldo estivo | Le Coccole

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Bimbi sudati in auto... come difenderli dal caldo estivo

In tante mamme in questi giorni si stanno spostando per andare al mare con i bimbi per cambiare un po' aria...  Purtroppo però assieme all'estate è arrivato anche il gran caldo! oggi prevedono che arriveremo a 40°...come fare quindi a spostarsi in macchina con i bimbi senza trovarli con la schiena tutta bagnata di sudore? Possiamo accendere il climatizzatore...  ma l'aria condizionata arriva anche dietro la schiena tra il bimbo?  secondo me no... poi il rischio di ritrovarlo con la schiena bagnata e al minimo colpo d'aria ecco tornare il raffreddore...  Ma non eravamo andati al mare per cambiare aria? Non so se ci hai badato.... ma tutte le coperture di ovetti, passeggini e seggiolini auto sono in poliestere (polyammide, acrilico ecc...) o nei casi migliori cotone e poliestere... insomma un po' di plastica c'è sempre... ma la plastica chiude i pori della pelle e non la lascia traspirare! i bambini soprattutto i piccoli sudano dalla testa e dai piedi, perchè ancora le ghiandole sudorifere non si sono sviluppate in tutto il corpo, sarà capitato anche a te di trovarli con il capo o i piedi bagnati di sudore... cosa fare quindi?Scegli per lui l'abbigliamento in fibra naturale come il cotone, la seta, il bambù il lyocell ... in particolare ti consiglio il bambù: è un tessuto fresco e morbido che lascia respirare la pelle: è ideale per i neonati e anche per i bimbi con dermatiti non si impregna di sudore e in macchina il bimbo non resta con la schiena umida.  Il tessuto di bambù non si appiccica alla pelle nemmeno quando fa più caldo. Esistono anche delle coperture per ovetto passeggino e seggiolino auto in bambù che fan si che il bimbo non stia a diretto contatto con la plastica (nylon/poliestere/...) e in generale fibre sintetiche derivate dalla plastica che impediscono alla pelle di traspirare e aumentano la sudorazione. Le trovi qui. Largo è meglio: scegli indumenti comodi e ampi che lascino circolare l'aria all'interno (casa o auto) non fargli indossare cuffiette o cappellini e nemmeno le scarpine, maggiore è la superficie di pelle che scopriamo è meglio starà!Lascialo spesso in body, non vestirlo eccessivamente e ovviamente (ma so che lo fai già) evita le ore più calde della giornata per andare in giro  Altra cosa fondamentale è dargli da bere spesso, attaccandolo al seno, con il biberon il bicchiere o la borraccia se è più grandino, chiedi maggiori informazioni al tuo pediatra! Spero che questi consigli ti siano utili! A presto.  S. 

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In inverno far giocare i bambini all’aperto fa bene alla salute

Non esiste il tempo "cattivo" ma il cattivo abbigliamento diceva Maria Montessori... In primavera e in estate è un tripudio di mamme ai giardinetti e di bambini sui campi da calcio, di basket o in bicicletta al parco. In inverno, le mamme tendono a "rinchiudere" i piccoli in casa anche dopo l'asilo o la scuola, con il timore che il freddo possa portarli ad ammalarsi con più frequenza. Gli stessi pediatri invitano a portar fuori persino i bimbi più piccoli (neonati, per esempio) anche quando fa freddo, avendo l'accortezza di prendere le adeguate precauzioni in merito alla scelta dell'orario di uscita e della tipologia di abbigliamento. I benefici dell'aria aperta Diversi sono i benefici del portare fuori i bambini anche nella stagione più fredda: 1 - si dà pla ossibilità ai bambini di esplorare la natura anche d'inverno 2 - si divertono e hanno modo di combattere efficacemente la sedentarietà tipica della stagione invernale, evitando ore passate davanti alla televisione o tra le mura domestiche. 3 - se coperti in modo adeguato e portati fuori nelle ore centrali della giornata, sono meno esposti agli agenti infettivi di quanto non lo siano invece in luoghi non areati, come le comunità in cui i bimbi trascorrono comunque buona parte della loro giornata (asili, scuole ma anche la stessa famiglia, se vi sono persone malate). 4 - correre, saltare, andare in  bici...sono tutte attività fattibili anche in inverno e persino se nevica. Anzi, con la neve tende a diventare tutto magico e sarebbe un vero peccato privare i bambini del piacere di inzupparsi per la paura che si ammalino. Ciò che conta, ovviamente, è saperli vestire in modo adeguato e con abbigliamento "tecnico", utilizzando per i più piccoli sacchi termici come Igloo, all'esterno antipioggia e allìinterno in velluto di bambù, un materiale termico che da calore lasciando respirare la pelle ed evitando che il bimbo sudi. Anche la Sitip, Società Italiana di Infettivologia Pediatrica, sottolinea l'importanza del gioco all'aperto per i bambini anche in inverno. Per la cultura nordeuropea, è assolutamente naturale far giocare e correre i piccoli nella neve o sotto la pioggia anche tutti i giorni. Proprio dal punto di vista della salute, il gioco all'aperto e il movimento hanno il potere di rinforzare il sistema immunitario dei bambini contro l'aggressione di virus e batteri. Come coprire i bambini in inverno L'abbigliamento, riveste un ruolo chiave e va scelto con cura e in riferimento all'età dei piccoli, oltre che al tipo diattività svolta fuori casa: ovviamente c'è differenza, tra un bimbo di pochi mesi che resta seduto o sdraiato nel passeggino e bambini più grandi che praticano sport o semplicemente si rincorrono al parco. In linea generale, nei primi anni di vita è necessario coprire un po' di più i piccoli proprio perché la capacità di termoregolazione è minore, megliio quindi scegliere materiali che aiutano la termoregolazione come la lana merino e il bambù evitando tessuti tecnici che bloccano la trqaspirazione. Per tutti i bambini grandi e piccoli, risultano sempre indispensabili accessori come lo scalda collo, una sorta di sciarpa cucita in modo da formare un tubolare, più semplice per loro da indossare che gli consente una certa autonomia nel metterlo e toglierlo, cuffia e guanti. Questi capi di abbigliamento, spesso rifiutati dai bimbi, vanno invece utilizzati sempre al fine di evitare otiti fastidiose, bronchioliti o peggio, bronchiti.A sottolinearlo sono proprio i pediatri della Sitip. Questi ultimi consigliano anche di porre particolare attenzione agli indumenti bagnati, con la neve o la pioggia, sostituendoli subito. Per questi motivi, è sempre bene optare per un abbigliamento tecnico e a cipolla, oltre che ricordarsi di portare con sé sempre un cambio per le parti più "a rischio" (guanti, calze e pantaloni, per esempio). Come evitare contagi quando si stà al chiusio? I pediatri (membri della Sitip) sottolineano l'importanza di arieggiare almeno due volte al giorno gli ambienti chiusi, di non esporre i bimbi al fumo passivo né ad adulti che non stanno bene, di concedersi momenti di vacanza in mezzo alla natura (magari al mare, al lago o in collina). Il giusto equilibrio tra attenzione e libertà rappresenta la ricetta giusta per assicurare ai bambini una buona salute e divertimento sano in tutta sicurezza.

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Bebè in arrivo? cosa regalare?

REGALI PER L’ARRIVO DI UN BEBE’ Una delle prime domande che ci poniamo quando un’amica è in dolce attesa è cosa regalare per la nascita di un bambino? meglio fare un regalo alla mamma? Come comportarsi? meglio fare visita al neonato in ospedale o a casa? Ecco alcune regole di buona educazione che sarebbe importante seguire per rispetto di mamma e bimbo...   Partiamo da cosa non regalare: Se la mamma è in meno di cinque mesi solitamente si fa ill regalo a lei, scegliete un regalo collegato alla gravidanza come ad esempio un chiama angeli o le carte gravidanza  Da evitare biberon e succhietti: sono articoli che vengono scelti solitamente dalle mamme, in base alle esigenze del bambino in un momento successivo (anti colica, anti rigurgito, senza siliconi ecc.), solitamente viene consigliato l'acquisto di un biberon per andare in ospedale nel corso preparto quindi è probabile che l'abbiano già. Se volete regalare un capo di abbigliamento, scegliete articoli che possano essere sfruttati nei mesi successivi alla nascita, evitate body e tutine in taglia nascita (taglia 1 mese, 3 mesi o ancor peggio 0), perchè sono i primi acquisti che si fanno di solito nel corredino e vengono in genere utilizzati per poco tempo, oppure optate piuttosto per must have, come il berrettino, prezioso nelle prime settimane di vita in qualsiasi stagione, come quelli in bamboo biologico certificato. Non regalate prodotti cosmetici da supermercato (creme, bagnoschiuma,salviette...) contenenti paraffina, siliconi, petrolati e oli minerali, meglio scegliere cosmetici ecobio, con ingredienti naturali, senza derivati petrolchimici e biodegradabili per l’ambiente, per proteggere la pelle delicata del bambino, come i prodotti Bubble&co, perfetti per il cambio, bagno e cura del corpo di bambini e non. Meglio evitare girello e box, articoli di puericultura su cui circolano pareri (dei pediatri) contrastanti, a meno che non abbiate una richiesta specifica dei genitori, noi consigliamo sempre e solo le fascia portabebé elastica o rigida per i primi mesi oppure il marsupio ergonimico a partire dai 3/4 mesi. questi supporti mettono il bambino in una posizione corretta per la sua schiena e gli permettono di abbracciare la mamma ogni volta che ne sentirà il bosogno, lasciandola comunque libera. Sono di moda, soprattutto nei Baby Shower organizzati dalle amiche, le torte di pannolini: sono un'ottima idea perchè i pannolini non bastano mai! e sono un regalo davvero utile. …  PER NON SBAGLIARE  Consigliato dai pediatri, perché allontana il rischio di soffocamento in culla (SIDS), e molto pratico, il sacco nanna, invernale o estivo, con ampia scelta di budget di spesa per la nanna notturna o il cuscino Cocoona Baby, adatto per i primi mesi di vita permette di tenere il bambino in posizione leggermente inclinata: indispensabile in caso di problemi di reflusso. Utili senz'altro anche il cuscino per l’allattamento, la cover per l'ovetto traspirante che regola la sudorazione e in caso il bimbo la sporchi si lava in un attimo oppure la tendina che lo protegge dal sole durante le passeggiate o i brevi spostamenti. Un altro must have per una neomamma è senz'altro la swaddle o mussola di cotone: un prodotto davvero versatile! si può utilizzare ad esempio per asciugare il bambino dopo il bagnetto, per ripararlo da sole o da una leggera aria, oppure come telo per appoggiare il bimbo e farlo giocare sul prato, per cambiarlo, o....  Perfetti i libri in stoffa o impermeabili (da usare durante il bagnetto) per i neonati, non così facili da trovare; colorati e sicuri quelli di Lilliputiens Particolarmente apprezzate dai genitori, le cornici e gli album per custodire i momenti più belli, che meritano di essere stampati all'interno dei quali è possibile mettere un calco in gesso della manina o del piedino. Un'idea nuova sono Le Carte del Bebè, cartoline da fotografare assieme al bebè quando raggiunge "traguardi importanti" ad esempio la prima volta che dirà mamma o papà, il primo sorriso, la prima pappa, e via così... Arcobaleni, serpentine di giochi ed altri elementi colorati e allegri, che rallegreranno con estro le giornate dei neo genitori con i loro piccoli a passeggio, e non passeranno sicuramente inosservati.   BON TON ED EDUCAZIONE NON PASSANO MAI DI MODA E per chi ama regalare i fiori? Meglio evitare omaggi floreali in ospedale (spesso sono vietati proprio dalle strutture ospedaliere), invece se andate a casa meglio scegliere fiori non troppo profumati, per evitare di infastidire l’olfatto sensibile di mamma e bambino. Data la ricerca di equilibrio della nuova famiglia, è bene organizzare preventivamente le visite e non presentarsi nei primi giorni dopo la nascita. Se il nuovo arrivato ha un fratellino o una sorellina, è bene portare un piccolo dono anche per il maggiore. Evitate di trattenervi troppo, perché magari il piccolo dovrà riposare o la mamma allattare, no ai baci al bambino e non prendetelo in braccio, se non vi viene proposto dai genitori. Evitate di toccare il bambino in particolar modo le mani, ma soprattutto non stressate la neo mamma creandole ansia, con domande su dove e quanto dorma il bambino o se allatta o meno. Consigli non richiesti non sono consigli e, in questi casi, ascoltare ed offrire conforto, sostegno e fiducia valgono più di ogni regalo.
Come togliere il pannolino senza traumi | Le Coccole

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Come togliere il pannolino senza traumi

Dal pannolino al Wc senza traumi Il pannolino ai bimbi va tolto quando è il momento giusto. I consigli dei pediatri dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Arriva l'estate e la bella stagione: per molti genitori è il momento giusto per iniziare a togliere il pannolino, soprattutto in vista dell'inizio della scuola materna a settembre. Ma sarà davvero il momento giusto per il bambino? Quando è il momento giusto? Rispondiamo a questa domanda  con l'aiuto gli esperti dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Prima di tutto bisogna capire quando è il momento giusto! Generalmente si parla di 2 anni per le bimbe e 3 per i bimbi. Ma ogni piccolo ha il suo tempo, dai 18 mesi in poi si può provare... Neonati e lattanti non hanno la capacità di decidere in modo autonomo quando fare la pipì: semplicemente quando la vescica è piena, il muscolo vescicale si contrae involontariamente con fuoriuscita delle urine. In pratica i neonati fanno spesso pipì, senza rendersene conto. La natura non dà al bambino piccolo la responsabilità di decidere di fare la pipì, o trattenerla, così come fino a un anno di età circa non gli dà la responsabilità di cammminare. Gradatamente il bambino impara a capire quando la vescica è piena.  Il controllo vero e proprio dei muscoli sfinterici si competerà verso i 4 anni, quando sarà in grado di trattenere la pipì se non è il momento opportuno.  È importante sottolineare che i bambini non vanno sgridati se si bagnano,perchè non hanno ancora raggiunto una sufficiente maturità: è un percorso lungo, con alti a bassi, non un evento immediato. Rimproverarli, è una cosa sbagliata, vanno al contrario incoraggiati.  Purtroppo accade spesso che i tempi legati allo "spannolinamento" siano legati più alle necessità di scuola e famiglia che alla reale consapevolezza del bimbo. Ci sono bambini che hanno al contrario bisogno di un processo più lungo di maturazione sia fisica che mentale per poterlo togliere, si può comunque provare e nel caso il bimbo non sia pronto aspettare qualche settimana, senza insistere per non causargli traumi, Ok, proviamoci... Quando iniziare In genere si procede d'estate: si stà più tempo insieme, ci si spoglia più facilmente, si può andare in giro per casa anche solo con una mutandina ed evitare quindi di bagnare pantaloni, slip, calzine e scarpine, con conseguente dispiacere del bimbo.   Come togliere il pannolino  Innanzi tutto occorre preparare il bambino al “grande evento” facendo compere con lui e facendogli scegliere le mutandine che preferisce. Mettere in bagno uno sgabellino e il riduttore del wc e/o il vasino. Far trovare al bimbo qualche libro e qualche giochino da utilizzare solo quando è sul water in modo che non si annoi e che non si stanchi. Anzi, all’inizio sarà stimolato ad andare in bagno poiché saprà che lì ci sono “quei giochi” Portare il bimbo in bagno a cadenza regolare (ogni 30 minuti circa) dicendo con enfasi “andiamo a fare pipì?” con il tono entusiasta di chi ha vinto al superenalotto! Non chiedetegli mai “devi fare pipì?” la sua risposta, al 99% sarà “no” Complimentiamoci con lui quando lo usa e gratifichiamolo spesso, ricordiamogli quanto è stato bravo e quanto siamo fiere di lui Stabiliamo con il bimbo un regalo speciale da comprare insieme se riesce a fare la pipì nel wc per tutto il giorno senza bagnarsi Ricordiamo che un incidente di percorso può accadere e non scoraggiamoci e non umiliamo il bimbo per questo anzi, rassicuriamolo e raccontiamogli un segreto: a volte è capitato anche a noi che un goccino di pipì sia finito sulle mutandine…non è certo la fine del mondo!!! Il regalino arriverà lo stesso, a patto però che non accada più. A cosa servono i pannolini a mutandina e le mutandine contenitive? I pannolini a mutandina in genere vengono utilizzati come "primo step" per far introdurre il bambino al percorso che lo porterà a lasciare il pannolino, proprio perchè si possono mettere e togliere come una mutandina; servono anche perchè la maggior parte dei bambini verso a partire dall'anno e mezzo preferiscono essere cambiati sfilando il pannolino, anzichè distesi sul fasciatoio... naturalmente non è per tutti così... Le mutandine contenitive si utilizzano invece quando si decide di togliere il pannolino, c'è poco tempo per correre al bagno ;-) ad esempio se dovete andare a far la spesa, o al cinema... in questo caso le mutandine assorbono una parte della pipì dando il tempo a mamma e bimbo di trovare un bagno. E' importante ricordare onde evitare spiacevoli inconvenienti che non sostituiscono un pannolino e non assorbono come un pannolino, tengono al massimo una pipì normale. Trovi le nostre mutandine per lo spannolinamento assorbenti e in 100% cotone bio: tanti modelli colorati per rendere ancor più facile e divertente questo passaggio! le trovi qui Durante gli spostamenti ti saranno senz'altro utili anche i vasini usa e getta!!! sono vasini in cartone che reggono il peso di un bambino fino a 30kg, occupano pochissimo spazio, sono pratici e una volta utilizzati si possono buttare nel primo bidone disponibile perchè sono anti odore e completamente biodegradabili!!! Sono davvero comodi quando si è in viaggio e il bagno non è proprio a portata di mano, anche perchè come potrai immaginare la resistenza del bambino all'inizio è limitata e non  può certo sopportare lunghe code (come all'autogrill)  nè tanto meno bagni sporchi  ;-)   Ti potrebbe interessare anche: I giochi che facilitano l'abbandono del pannolino

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Qualche consiglio per aiutare il bambino a fare la nanna

Negli ultimi anni sono stati pubblicati diversi libri per aiutare i genitori ad affrontare il momento della messa a letto dei bambini. Uno dei libri più famosi e discussi è quello del medico spagnolo Estivill, "Fate la nanna", basato su un metodo piuttosto duro che mira ad abituare i bambini ad addormentarsi da soli senza che i genitori accorrano al loro pianto.  Grazia Honegger Fresco, pedagogista, allieva di Maria Montessori nel libro "Facciamo la nanna" (Il leone verde) critica il metodo Estvill perchè "con questo metodo un bambino smette di piangere non perché ha imparato a regolare il proprio sonno, ma perché si è rassegnato, non senza tristezza, a rimanere da solo"; la pedagogista propone in alternativa un metodo basato sul rispetto dei ritmi naturali del bambino e sulla sua esigenza di essere consolato, ma sempre ponendo i giusti limiti.  Una buona giornata predispone a un buon sonno: la notte riflette molto il giorno... un neonato per essere sereno ha bisogno di passare del tempo da solo a sperimentarsi e a conoscersi atttraverso giochi ripetitivi, come ad esempio aprire e chiudere le manine sdraiato su un tappeto. E' importante preparargli un ambiente armonioso in cui si senta bene, che rispetti e incoraggi la sua autonomia, dove possa sperimentare le sue competenze e che susciti in lui interesse per ciò che ha intorno. Gli spazi andrebbero divisi distintamente: il posto della nanna non può e non deve essere confuso con quello del gioco o del cambio ad esempio Spesso, invece vengono confusi da stimoli eccessivi: troppi giochi, troppe cose attorno, troppe parole, continue proposte di gioco da parte di adulti sempre presenti... Creare un rituale per la nanna, breve ma rilassante, i bambini sono abitudinari, ad esempio il bagnetto con acqua calda (38°C) fatto verso le 18-20 e della durata di circa 20 minuti, una cena leggera e soprattutto niente giochi vivaci, in fine la lettura di un buon libro adatto all'età a voce bassa. Se si sveglia durante la notte non prendetelo subito in braccio, ma accarezzatelo al buio, parlate poco e a bassa voce. "La risposta pacata e tranquilla della madre è il miglior balsamo lenitivo e rafforzante. Le neomamme non devono farsi prendere dall'ansia ma cercare una tranquilla serenità. La ripetitività è il mezzo migliore per dare al piccolo quel quieto conforto che previene ogni timore di abbandono". Se la mamma allatta, sostiene Grazia Honegger, la cosa migliore è che il bambino dorma vicino a lei, in questo modo le fasi del sonno di mamma e bambino si rafforzano, garantendo un riposo migliore ad entrambi. Parlare al bambino in modo gentile ma fermo, senza scelte alternative gli dà sicurezza, ad esempio al momento della nanna  dire "Ora è il momento della nanna", e non "ti va di andare a nanna?", il bambino nel primo caso percepisce la certezza delle cose che vanno fatte quotidianamente e questo gli trasmette tranquillità, nel secondo invece è confuso. Compito del genitore è decidere per il bene del piccolo senza paura di reazioni oppositive o capricci.  

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Libertà e limiti secondo Maria Montessori

Sfiniti dai pianti, frustrati o irritati dai capricci, addolorati di fronte a estenuanti battaglie e ribellioni apparentemente inspiegabili, combattuti e/o pentiti dopo avere alzato la voce o le mani: vi riconoscete?   Come fare quindi per uscire da questa lotta quotidiana con se stessi? Come comportarsi al meglio senza ricorrere a punizioni o misure drastiche per poi sentirsi in colpa? Come accompagnare i figli nella loro crescita senza intimidirli o reprimerli? Educare alle regole rispettando i desideri e bisogni è possibile e molto più efficace, perché si avranno dei bambini che obbediscono non per paura della punizione, ma perché sono felici di collaborare con le persone che amano di più al mondo: mamma e papà Il metodo Montessori prevede che i bambini abbiano libera scelta in ciò che fanno: ma se c’è libera scelta, allora i bambini fanno tutto ciò che vogliono, quando lo vogliono?. In “La mente del bambino” Maria Montessori ci racconta un episodio utile proprio a portar luce sulla questione: una donna in visita in una Casa dei bambini si rivolse ad un bambino chiedendogli: “Così questo è il posto in cui fate quello che volete, non è vero?“. E il bambino le rispose: “No signora, noi non facciamo quello che vogliamo, vogliamo quello che facciamo!“.Ecco la ricetta è un giusto equilibrio tra libertà e limiti “La libertà e la disciplina sono due facce della stessa medaglia: non può esserci l’una senza l’altra“.   Libertà, non significa “fare ciò che si vuole”, il bambino impara presto che la propria libertà ha un confine invalicabile: la libertà degli altri. Perché è importante porre dei limiti, e come farlo L’assenza di limiti e di regole che purtroppo non di rado si riscontra in molte famiglie rischia di creare un bambino totalmente incapace di autoregolazione e di interesse durevole, isolato dagli altri per via del proprio comportamento prepotente. Il problema di fondo sta nella visione negativa che si ha del limite. Spesso il genitore fatica ad imporsi con fermezza, non comprendendo l’importanza che ciò ha per una sana crescita del bambino: i limiti sono necessari perché offrono una guida, un orientamento alla condotta e quindi generano sicurezza e fiducia (e ciò non vale solo per i bambini, ma anche per gli adulti!). Il bambino: Come far sì che il bambino rispetti i limiti Poche regole, chiare e concise. Non stabilite regole arbitrarie, ma spiegare sempre la ragione del limite stabilito. Nella prima infanzia i limiti più importanti riguardano essenzialmente 3 ambiti: Il rispetto degli altri; Il rispetto degli oggetti; Il rispetto dell’ambiente.  A partire da questi limiti più generali possiamo arrivare ora a formulare qualche esempio di limite più concreto, secondo quanto detto fin ora: “Se vuoi dire qualcosa al tuo amico puoi farlo con le parole, le mani si utilizzano solo per lavorare“.  "Utilizza questo gioco con cura perchè si potrebbe rompere e poi non funziona più" “Quando si è finito di usare una cosa, la si rimette al suo posto, così sappiamo sempre dove trovarla“; Dimentichiamoci quindi i classici e duri “Ho detto di no!” e le ancor peggiori minaccevo ricatti (“Se non metti a posto non andrai a giocare!“) e formuliamo regole chiare e che il bambino possa, con il nostro sostegno, gradualmente interiorizzare.   Non scoraggiamoci se il bambino non rispetta i limiti che cerchiamo di porre, ma interroghiamoci piuttosto sul perché ciò avviene. Possono esserci infatti diverse ragioni: potremmo non essere stati in grado di formulare adeguatamente la regola e dunque egli non ne capisce le ragioni, oppure il bambino è semplicemente troppo piccolo per comprendere il limite in sé. L'adulto: Maria Montessori spiega che il bambino inizia a capire il senso delle regole intorno all’anno e mezzo di età e a partire da quel momento comincia a seguirle (a volte più, a volte meno). È molto importante quindi che l’adulto: Dia limiti semplici e molto chiari; Li ponga in positivo piuttosto che in negativo: piuttosto che dire “Non toccare il cibo con le mani sporche” possiamo dire “Vai a lavarti le mani prima di toccare il cibo“; Sia il primo a rispettare le regole vigenti! La cosa più difficile per molti adulti, soprattutto per i genitori, è trovare il giusto equilibrio tra l’essere permissivi e l’essere autoritari: è molto importante che l’adulto, indichi al bambino qual’è il limite che non può essere sormontato, con calma e serenità, ma anche con fermezza.