02 novembre, 2020 1 minuti di lettura

Oggi vogliamo soffermarci su una competenza alla quale non sempre si dà la giusta importanza: il lavaggio delle mani. 

In genere, si dedica maggiore attenzione alla conquista di altri traguardi (come l’autonomia in bagno o a tavola) forse perché ritenuti tappe evolutive più importanti o forse semplicemente perché per ripulire le mani dei bambini, spesso sporche, risulta più pratico ricorrere alle salviettine umidificate.

Ma dietro al gesto di “lavarsi le mani” c'è molto di più di una semplice norma igienica,...

C'è la ripetizione di una serie di gesti secondo una successione ben definita (cosa non proprio semplice per un bambino di 0-3 anni), che comporta lo sforzo di mettere in successione ogni singola azione e di rispettarne la sequenza precisa (mi tiro su le maniche, stringo la manopola del rubinetto, ruoto la mano per far uscire l’acqua, prendo la saponetta, la passo tra le mani etc.). L’esercizio quotidiano fa sì che questo comportamento diventi automatico e che ogni gesto venga eseguito con sempre maggiore cura. 

“Lavarsi le mani” è anche l’occasione per vivere un’intensa esperienza sensoriale, grazie alla piacevole manipolazione di acqua e sapone, e per assistere ad una vera e propria magia, qual è la trasformazione di questi due materiali in un elemento nuovo: la schiuma.

Infine, cosa molto importante, l’acquisizione di questa nuova competenza, come ogni traguardo raggiunto, è motivo di profonda gratificazione per il bambino ed è ancor più amplificata se vi è riconoscimento da parte del genitore.

Silvia Negri
Silvia Negri



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